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Uso e manutenzione

Ricordate la pubblicità degli anni 80 che diceva "Ora che ce l'hai, guarda che ci fai" riferendosi ad uno dei primi personal computer ? Beh, siamo arrivati a questo punto: dopo avere letto cosa è e come funziona, dopo aver cercato e trovato quello che ci piace di più, dopo averlo rimesso o fatto rimettere a nuovo, finalmente abbiamo sul tavolo il nostro registratore a bobine e dobbiamo metterlo in funzione.

 

Installazione

Tanto per iniziare, va posizionato e collegato al resto dell'impianto. La quasi totalità degli amplificatori o dei pre dispone di ingressi e uscite per il registratore, a volte per più di uno, quindi sarà sufficiente procurarsi una coppia di cavetti RCA, XLR e/o adattatori da RCA a XLR, a seconda dei casi, ed attaccare la spina. Non cercate cavi particolari per l'alimentazione o per il segnale: qualsaisi cavo standard andrà benissimo; le elettroniche di questi oggetti sono state progettate ai tempi in cui i "cavi da audiofilo" non esistevano, e funzionano bene in ogni situazione.

Estratto dal manuale d'uso del Techincs RS1500: collegamenti

Posizionate il registratore su un ripiano robusto, dato che il peso medio di questi oggetti oscilla tra i 25 e i 30Kg, possibilmente lontano da fonti di calore e con ampia possibilità di circolazione d'aria onde evitare surriscaldamenti in caso di utilizzo prolungato.

 

Nastri già registrati

Procuratevi quindi dei nastri, registrati o da registrare in base a quello che volete fare. Se la vostra macchina è in grado di riprodurli, nei "giri" degli audiofili e dei forum specializzati circolano alcuni nastri master; magari con un po' di fortuna potete mettervi in contatto con qualcuno che li possiede e gentilmente potrebbe prestarvene uno da ascoltare oppure... ehm... ok, non lo posso dire.

Oltre a questo modo non proprio ortodosso di procurarsi della musica su nastro, ce ne sono altri assolutamente regolari: alcuni piccoli editori "di nicchia" offrono le loro produzioni anche su nastro, di solito su specifica richiesta; anche se i prezzi non sono certo popolari può valere la pena di comprarne qualcuno per sentire cosa può realmente dare un sistema analogico quando viene sfruttato al massimo.

Altre possibilità: dei "progetti" che hanno acquistato nastri master e diritti di alcune registrazioni d'epoca e legalmente ne vendono copie realizzate con apparecchi professionali, e la ricerca su mercatini online e fisici di vecchi nastri commerciali che venivano regolarmente distribuiti nei negozi (soprattutto in USA) negli anni 60-70. Evitando le registrazioni a 9.5 cm/s, la cui qualità lascia decisamente a desiderare, posso dire che tra questi nastri commerciali si trovano delle registrazioni di jazz e classica veramente belle e godibili, che come unico difetto hanno solo un certo fruscio di fondo avvertibile solo nei passaggi più bassi. Per il resto, voci e strumenti vengono fuori in modo VERO, con una gamma bassa e medio-bassa talmente piena e reale che i CD se la sognano. E soprattutto, con un suono MAI fastidioso o stancante, il che è la cosa più importante.

Copertine di alcuni nastri d'epoca preincisi, dal suono davvero eccellente.

 

Nastri da registrare

Procurarsi dei nastri vergini da registrare è cosa decisamente semplice: a parte la possibilità di trovare qualcosa nel mercato dell'usato (con estrema attenzione: i nastri se conservati male, in ambiente umido o fumoso, si rovinano irrimediabilmente; alcuni tipi di nastro come l'Ampex456 prodotto negli anni 80 degradano spontaneamente nel tempo, lo strato magnetico diventa appiccicoso e si sfalda sporcando testine e guide) al giorno d'oggi c'è un unico produttore di nastri vergini: la RMG International che ha raccolto tecnologie e impianti di produzione della vecchia BASF - EMTEC.

I nastri attualmente in produzione sono:

LPR35, 35 micron di spessore. Ottimo per tutti gli usi standard ed economico, grazie anche allo spessore relativamente ridotto che consente di avvolgere circa 1100 metri di nastro in una bobina da 27 cm.

SM911: nastro da mastering, ottima qualità, 52 micron di spessore corrispondenti a circa 750 metri per bobina. Il maggior spessore dello strato magnetico e del supporto comporta una maggiore robustezza meccanica ed un minore effetto copia (trasferimento del segnale registrato per contatto tra spire adiancenti), inoltre accetta livelli di magnetizzazione più elevati con minore distorsione rispetto al LPR35. Può essere utilizzato sia su registratori consumer che professionali con i migliori risultati.

SM900: nastro per uso professionale da 52 micron, il migliore senza alcun dubbio. Alta coercitività ed estesissima risposta in frequenza anche ad alti livelli sono le caratteristiche salienti che lo differenziano dagli altri due. Non è il caso di usarlo su macchine consumer perchè richiede una taratura specifica del bias (più alto) che alcuni apparecchi potrebbero non essere in grado di raggiungere; inoltre elettroniche e testine non potrebbero comunque fornire i livelli di segnale necessari per sfruttarlo al meglio, e di fatto si otterrebbero prestazioni simili a quelle di un nastro più comune ma con maggiore spesa.

Se il registratore è stato tarato in modo specifico per un certo tipo di nastro, è bene utilizzare quello e solo quello, onde ottenere le migliori prestazioni possibili.

Presso svariati siti Web, anche italiani, si possono trovare nastri RMGI nuovi ed anche numerosi accessori: bobine vuote, "code" di nastro trasparente o colorato da posizionare all'inizio dei nastri per protezione, nastro adesivo per le giunte, adattatori NAB e via dicendo.

 

Nastri nuovi, di vario genere e di diversi formati.

 

Manutenzione ordinaria

Se si desidera che il registratore mantenga nel tempo le sue caratteristiche e viva a lungo, è necessaria una certa manutenzione. Essenzialmente, la manutenzione ordinaria consiste in pulizia e smagnetizzazione delle testine e del percorso del nastro.

Durante l'uso, il nastro lascia delle microscopiche particelle di ossido magnetico sulle testine e sulle guide in cui scorre; nell'arco di qualche decina di ore questo deposito di ossido è in grado di peggiorare il contatto tra nastro e testine sottraendo parte del flusso magnetico, con conseguente degrado della risposta in frequenza della macchina. Se lo strato di ossido fa presa anche sulle guide, è probabile che aumenti lo sforzo meccanico necessario per il trascinamento del nastro, e questo provocherà irregolarità di velocità e sforzo dei motori, soprattutto in riavvolgimento. Nel caso peggiore, il riavvolgimento risulterà difficoltoso o addirittura impossibile.

Gruppo testine Studer. Notare le tracce marroni depositate sopra il rullino di sinistra e sulla testina di cancellazione.

Testine e guide possono essere puliti con alcool isopropilico e cotton fioc; si consiglia l'uso di una lente di ingrandimento per individuare e rimuovere anche le più piccole tracce di ossido.

 

Pulizia testine con cotton fiock e alcool

L'ossido si deposita anche sul pinch roller, ovvero il rullo di gomma a destra che si occupa di premere il nastro sull'albero del capstan. Tali depositi causano microfluttuazioni di velocità, udibili sotto forma di tremolio, e devono essere rimosse al pari di quelle sulle testine. C'è però da considerare che mentre le testine sono di materiale inattaccabile da parte di alcool e solventi analoghi, il pinch roller al contrario è di gomma e, a seconda della sua composizione, potrebbe anche essere gravemente danneggiato dalle sostanze detergenti.

Per quanto possibile, quindi, consiglio di evitare sgrassatori, trielina, alcool e qualsiasi altra sostanza aggressiva o comunque in grado di combinarsi con la gomma; usate solo acqua di rubinetto e carta assorbente, a meno che la situazione non sia davvero disperata, e in tal caso cercate di fare prima qualche prova con una goccia sulla parte superiore dove non passa il nastro, in modo da capire se c'è il rischio di fare danni. Un pinch roller rovinato non può essere riparato in alcun modo: può solo essere sostituito con uno nuovo.

Essendo testine e guide realizzate in materiali ferrosi, è possibile che a lungo andare rimanga su di essi una debole traccia di magnetizzazione permanente che peggiora risposta alle alte frequenza, provoca una riduzione del rapporto segnale/rumore e nei casi peggiori danneggia i nastri cancellando parte del segnale. Un piccolo smagnetizzatore è indispensabile per eliminare questo magnetismo residuo, lo si può trovare a poco prezzo o addirittura costruire da soli.

Smagnetizzatore

Accendetelo lontano almeno 70-80 cm dalle testine e dai VU-meter, poi avvicinatelo lentamente facendo dei movimenti circolari, infine allontanatelo lentamente e spegnetelo quando è nuovamente distante dal registratore. Tutta l'operazione dovrebbe durare un minuto o due al massimo, e deve essere fatta rigorosamente a registratore SPENTO.
Fate anche molta attenzione a non avvicinare MAI lo smagnetizzatore ai vu-meter ad ago, potrebbero essere gravemente danneggiati. Gli strumenti ad ago hanno al loro interno un piccolo magnete permanente essenziale per il loro funzionamento, e se lo smagnetizzatore riuscisse ad alterarlo lo strumento potrebbe diventare poco sensibile o addirittura smettere di funzionare del tutto.

Smagnetizzatore in azione

 

Manutenzione straordinaria

Periodicamente o in caso di necessità dovranno essere fatti anche interventi di manutenzione straordinaria: lubrificazione delle parti in movimento, pulizia dell'interno, aggiustamenti delle regolazioni dell'elettronica. E' evidente che per fare questo occorre una certa competenza tecnica ed una strumentazione adeguata; ad esempio alcuni motori richiedono uno specifico lubrificante che non può essere sostituito con uno qualsiasi,  l'aggiustamento delle regolazioni dell'elettronica implica la disponibilità di strumentazione e nastri campione, e così via. In sostanza, se non si è attrezzati come si deve, sarà necessario rivolgersi al tecnico che ha revisionato la macchina, o a chi per lui...

 

E per finire...

... attenzione a come maneggiate il nastro: potrebbero succedere cose TERRIBILI !!!!

(niente paura... è solo uno scherzo...)

 

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