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Il restauro

Il restauro è sicuramente la fase più delicata del processo che porta ad inserire un registratore a bobine nel proprio impianto audio. Dato che macchine nuove non se ne producono più da anni e che qualsiasi cosa si acquisti sarà giocoforza un usato, le possibilità evidentemente sono due: o si compra un usato già restaurato da un tecnico competente e pronto all'uso, magari con qualche mese di garanzia, oppure ci si deve preparare ad un bel po' di lavoro per rimettere la macchina in condizioni operative.

Può anche capitare che il registratore usato appena arrivato funzioni, almeno in modo apparente. In fin dei conti si tratta nella maggior parte dei casi di macchine molto robuste e affidabili, e se l'uso che ne è stato fatto in passato non è molto "pesante" di solito gravi problemi non ce ne sono. Altre volte invece la macchina è stata mal conservata in ambienti umidi o sporchi, oppure è stra-usata ed ha testine e guide rovinate, oppure ancora si è avariato qualche componente elettronico o meccanico deperibile nel tempo (condensatori elettrolitici, parti in gomma) e quindi non è possibile metterla in funzione subito.

 Se la macchina non funziona è palese la necessità dell'intervento di un tecnico; quello che a volte può non essere chiaro è che anche un registratore funzionante ha assolutamente bisogno di una serie di operazioni di restauro prima dell'effettivo utilizzo, per ottenere il massimo delle prestazioni (sicuramente degradate dall'invecchiamento dei componenti e della meccanica) ma soprattutto per evitare che dopo poche ore o giorni di utilizzo si presentino guasti molto gravi dovuti al cedimento di qualche componente elettronico o all'usura di parti meccaniche non adeguatamente lubrificate o allineate.

 

Attrezzatura necessaria

Attrezzi: un set completo di cacciaviti a croce e a taglio di varie dimensioni, un cacciavite a inserti con punte a taglio, a croce, a brugola esagonale e a stella anche di piccole dimensioni, pinze di varie misure, tronchesine, pinzette a molla, lente di ingrandimento, chiavi esagonali, possibilmente un cricchetto, pennelli, saldatore, dissaldatore elettrico... in sostanza tutto ciò che può essere utile in un laboratorio, tenendo ben presente che l'unico attrezzo che non avete vi servirà il sabato pomeriggio quando ormai tutte le ferramenta sono chiuse.

Strumentazione: tester digitale di buona qualità, oscilloscopio a 2 tracce (meglio se digitale), generatore di segnali in banda audio in grado di raggiungere almeno i 100KHz, voltmetro RMS con scala in V e dB. Questa è la strumentazione minima assoluta, in assenza della quale è praticamente inutile provare a fare un lavoro serio. Laboratori più evoluti possono avere dei test-set specifici per le apparecchiature audio e video, con costi ovviamente molto elevati.

Accessori: smagnetizzatore, lente di ingrandimento (anche un oculare da microscopio), torcia elettrica a LED, cavi e cavetti di tutti i generi, scatolette per sistemare viti e parti smontate, macchina fotografica digitale (utile per fare foto mentre si smonta qualcosa, in modo da ricordarsi poi come rimetterlo a posto...), nastro isolante, colla a caldo, tubetti di termorestringente... è praticamente impossibile fare un elenco completo.

Sostanze varie: sgrassatore domestico, acetone, alcool isopropilico spray, carta assorbente da cucina, aria compressa (bomboletta o piccolo compressore), trielina, liquido specifico per rigenerazione della gomma, grasso al silicone, olio per macchine da cucire, lubrificanti specifici per l'apparecchio che dovete restaurare se specificati nel manuale di servizio, tubetto di grasso al silicone.

 

Una doverosa premessa:

Il restauro e la messa a punto di un registratore a bobine non sono assolutamente operazioni banali: per ottenere dei buoni risultati servono esperienza e competenza nell'elettronica e nella meccanica, strumentazione adeguata e capacità di usarla, nastri test, lubrificanti adeguati, buona manualità e precisione. Di conseguenza mi permetto di dare a tutti un consiglio: se non sapete esattamente cosa state facendo e come va fatto, evitate di cimentarvi nell'impresa perchè il risultato potrebbe essere al di sotto (molto al di sotto) delle aspettative o addirittura controproducente. Non avete idea di quanti registratori ho trovato danneggiati da interventi "fai-da-te" o dalle mani di tecnici improvvisati che non conoscevano la macchina su cui stavano operando, e in certi casi recuperare la situazione è stato davvero difficile (se non impossibile). In due parole: meglio spendere qualche soldo in più ed affidarsi alle mani di un tecnico esperto, sia esso un professionista o un hobbysta evoluto, piuttosto che rischiare di danneggiare qualche parte meccanica o elettronica costosa e difficilmente reperibile.

A titlolo di esempio, due casi che mi sono realmente capitati:

1) Akai GX747: acquistato su ebay, il venditore mi dice che funziona ed è stato revisionato da un laboratorio di assistenza della zona poco prima della messa in vendita proprio per evitare problemi. Il registratore arriva, suona malissimo, canali sbilanciati, dentro è tutto sporco ed ha le testine disallineate. Venditore imbroglione ? No, dietro la macchina è attaccato un talloncino di garanzia del laboratorio con la data di due mesi prima, inoltre la fattura dell'intervento con la descrizione del lavoro fatto (fatto ?) e il prezzo di 150 euro. 150 euro RUBATI da un tecnico incapace al proprietario di quella macchina, che era sicuramente in buona fede.

2) Studer A810: il proprietario non rendendosi conto che il "suo" problema era dovuto essenzialmente all'uso di un nastro difettoso che si "incollava" alle guide ed alle testine, pensa bene di smontare il motore del capstan e di disassemblarlo, pulendo albero e bronzine con la trielina. Purtroppo quel motore deve essere lubrificato con un olio particolare altrimenti si danneggia, e la trielina aveva asportato buona parte di quest'olio. Appena la temperatura aumentava un po', il motore grippava per mancanza di lubrificazione; se avesse continuato ad usarlo in quelle condizioni avrebbe fatto un danno gravissimo alla bronzina, e soprattutto costosissimo (provate a comprare un motore all'assistenza Studer e reggetevi forte...).

 

Prima di iniziare

FONDAMENTALE: Prima di procedere con il restauro di un registratore a bobine (o meglio, prima di procedere con il restauro di QUALSIASI apparecchiatura elettronica) procuratevi il manuale di servizio con schemi e procedure di taratura. Spesso per trovarlo è sufficiente digitare su google la frase "(marca e modello dell'apparecchio) service manual" e spulciare i risultati; per gli apparecchi più comuni è facile trovarlo gratuitamente, nei casi più disperati si finisce su siti specializzati che permettono di acquistare il manuale in formato pdf a cifre modeste, tipicamente una decina di euro. Vi garantisco che sono spesi benissimo, perchè il manuale di servizio vi consentirà di andare "a colpo sicuro" evitando interminabili perdite di tempo a caccia di un qualsiasi difetto seguendo intorcinate piste sui pcb e fili aggrovigliati, indicandovi subito dove si trova un determinato trimmer e quale funzione abbia, etc... insomma, è forse lo strumento più essenziale di tutti.

 

Pulizia generale

La prima cosa da fare, senza dubbio, è una pulizia totale della macchina. Polvere, depositi di vapori ambientali, ossidazioni, ragnatele: tutto questo impedisce il funzionamento corretto (o qualsiasi funzionamento) del registratore, e spesso rende difficile anche lavorarci sopra.

Nei casi meno gravi può essere sufficiente aprirlo e dare una bella soffiata con aria compressa per togliere la maggior parte della sporcizia, ma in altri casi la situazione si presenta davvero complicata: una patina nerastra e appiccicosa ricopre tutte le parti metalliche e i componenti elettronici, e non si riesce a toglierla in nessun modo. Questo tipo di sporcizia genera passaggi di corrente non previsti tra i vari componenti che affollano i circuiti stampati, blocca i movimenti delle parti meccaniche e in sostanza impedisce il funzionamento di tutto quanto.

Scheda di Revox B77 ricoperta di una patina di grasso, vapori ambientali e polvere

 In casi come questi, c'è una sola cosa da fare: occorre smontare completamente la macchina, possibilmente togliendo motori, schede elettroniche, gruppi testine ed altre parti delicate come ad esempio i vu-meter, e lavare il tutto con abbondante sgrassatore ed acqua corrente. Quando non si riesce a smontare tutto quanto... lo si lascia al suo posto e si procede ugualmente, magari facendo più attenzione a dove va a finire l'acqua e lasciandolo asciugare per un tempo molto più lungo.

    Akai GX747 lavato con del comune sgrassatore domestico e acqua corrente. Non essendo possibile smontare agevolmente tutta l'elettronica a causa del cablaggio disordinato e dell'enorme quantità di connettori e di collegamenti in wire-wrap, si è reso necessario un lavaggio integrale dell'apparecchio rimuovendo solo i vu-meter e il gruppo testine.
Una pratica di questo genere può sembrare rischiosa, ma garantisco personalmente che se viene fatta con le dovute cautele e si lascia asciugare il tutto per un tempo sufficiente, non accade assolutamente nulla di male e l'apparecchio torna come nuovo.
Studer A810, telaio completamente spogliato e lavato. In genere una macchina professionale viene pensata anche in funzione della manutenzione, ed è relativamente agevole togliere tutte le parti principali lasciando il solo telaio vuoto o quasi. Telaio e schede possono essere poi pulite separatamente nel modo più idoneo.

 

La meccanica

Solitamente dopo il lavaggio è buona norma procedere con la sistemazione della parte meccanica. In genere occorre prestare attenzione a:

- leveraggi e snodi, che possono essere bloccati o muoversi con difficoltà per problemi di accumulo di sporcizia o mancanza di lubrificazione. In tal caso occorre smontarli uno ad uno, pulire con alcool isopropilico perni e bronzine, lubrificare e rimontare. Occhio a non perdere pezzi come molle e mollette...

- motori: principalmente avranno bisogno di olio, ma in alcuni casi potrebbe essere necessario sostituire i cuscinetti o pulire collettore e spazzole se si tratta di un motore in CC.

- Freni: possono essere da pulire o da sostituire; spesso è possibile sostituire solo la parte di stoffa o comunque il materiale che opera in attrito.

- Cinghie (se ce ne sono) e pinch roller: sostituire con ricambi originali per quanto possibile. Una cinghia ferma da anni probabilmente si è allentata o indurita, e non garantisce più la regolare movimentazione della meccanica. Alcuni tipi di gomma tendono a sciogliersi ed impastare tutto quanto con una poltiglia simile a catrame; se capita una macchina in questo stato sono dolori perchè deve essere smontata completamente e pulita con acetone facendo attenzione a non danneggiare altre parti (soprattutto in plastica) con il solvente.

- Braccetti di tensione del nastro. Se sono semplici braccetti imperniati con molla di richiamo non ci sono particolari difficoltà; alcune macchine però utilizzano sistemi decisamente complessi con ammortizzatori e sensori di tensione del nastro (Studer) oppure meccanismi motorizzati (Akai) per il caricamento, in questo caso è bene smontare tutto nei particolari, pulire il grasso indurito e rimettere del grasso nuovo, possibilmente al silicone (reperibile nei negozi di componenti elettronici).

 

          
Revox A77, aspetto della meccanica messa a nudo. Si tratta di una meccanica abbastanza "spartana", da cui deriva quella dei successivi B77 e PR99.   Studer A807. Sulla sinistra sopra il rullo di alluminio si vede un pistoncino che fa da ammortizzatore per il braccetto di tensionamento del nastro, e l'elettronica che rileva la posizione per stabilire lo sforzo meccanico applicato al nastro e regolare di conseguenza la trazione dei motori delle bobine.



Akai GX74, motore del capstan smontato per la lubrificazione. Notare lo statore con gli avvolgimenti, il rotore con funzione di volano e la schermatura per bloccare campi elettromagnetici dispersi in grado di disturbare il funzionamento dell'elettronica. La presenza di ruggine sulle parti esterne non è determinante, ma è fondamentale che bronzine, cuscinette e albero del capstan siano in condizioni assolutamente perfette per evitare irregolarità di trascinamento del nastro. Se queste parti sono difettose o danneggiate è necessario cambiarle o - se ciò non è possibile - sostituire l'intero motore.
        


TEAC X1000R o X2000R, motore capstan aperto e scheda di regolazione della velocità. Si tratta di un motore in corrente continua con generatore tachimetrico, nella parte posteriore si vedono le molle di contatto che portano la corrente sul rotore (spazzole).


TEAC X1000R - Rotore di un motore delle bobine smontato. Notare il cuscinetto a sfere che può essere sostituito in caso di bisogno.
 

Technics RS1500 - Motore capstan servocontrollato, alimentato da un generatore elettronico trifase controllato a quarzo tramite PLL. Garantisce prestazioni elevatissime e precisione di velocità virtualmente assoluta.


Akai GX747, meccanismo del braccetto tendinastro motorizzato. Il grasso che dovrebbe servire a lubrificarlo ed ammortizzare il movimento è completamente secco e impastato di sporcizia, deve essere rimosso e sostituito con del grasso al silicone nuovo.
 

TEAC X1000R - Cinghia di trasmissione principale, tra i due volani. Il motore viene montato posteriormente e la cinghia viene fatta passare sotto la sua puleggia. Operazione complessa e ostacolata dalla gran massa di fili che invadono l'interno dell'apparecchio, del tutto disordinato.



Studer A807 - Pinch roller distrutto, la gomma si è indurita staccandosi dal nucleo metallio e si è sbriciolata.
 

Techincs RS1500, freno. Il feltro del pattino, che viene spinto contro il tamburo solidale con il motore da un elettromagnete, si è staccato o consumato. Verrà sostituito da una striscetta di sughero incollata con Attack, oppure da un altro pezzetto di feltro. Prima dell'incollaggio del nuovo freno è necessario pulire bene i residui del vecchio, altrimenti dopo poco ve lo ritroverete staccato.

 

L'elettronica

Le operazioni da compiere sull'elettronica possono essere numerose, ma capita anche di trovare apparecchi che sotto questo aspetto non hanno bisogno di niente.

Dopo la solita indispensabile pulizia delle schede, è bene osservare le condizioni dei condensatori elettrolitici: se ve ne sono che sembrano avere "sputato" sostanze chimiche, oppure che sono stati vicino a fonti di calore (transistor di potenza, trasformatori), o ancora di marca e modello noti per la loro scarsa affidabilità nel tempo,. è necessario sostituirli. In alcune macchine (Revox ad esempio) la sostituzione in blocco degli elettrolitici, sia standard che al tantalio, andrebbe fatta sempre e comunque. Spesso anche i trimmer risentono del tempo che passa, ossidandosi e diventando fragili al punto di rompersi appena si tenta di girarli: anche in questo caso è bene operare con una sostituzione totale.

Una volta sostituito ciò che potrebbe essere diventato inaffidabile, si può procedere con il test della macchina in riproduzione, utilizzando un nastro registrato su una macchina sicuramente funzionante, e quindi in registrazione. Nel caso che qualcosa non funzioni occorre passare alla ricerca ed alla riparazione dei guasti, e qui entra in gioco la competenza nel campo dell'elettronica e l'esperienza nelle riparazioni... impossibile dare consigli !

Le operazioni di sostituzione dei componenti o di ricerca dei guasti possono essere agevoli, come ad esempio nelle macchine Revox e Studer che hanno una struttura interna a schede estraibili, oppure quasi impossibili a causa dei cablaggi confusi e difficilmente separabili che limitano l'accesso alle schede dell'elettronica.



Sostituzione dei condensatori elettrolitici dell'alimentatore di uno Studer A812. Notare la parte posteriore del rack che contiene tutte le schede della sezione audio e parte di quella di controllo.

          

Elettronica di uno Studer A812, a schede facilmente accessibili ed estraibili dal rack sottostante per la manutenzione. La ribaltina rovesciata che copre parzialmente il rack fa da supporto al raffinatissimo controller (anch'esso modulare) della parte meccanica.


Technics RS1500, elettronica parzialmente smontata. In questo caso la scheda è unica, tuttavia il cablaggio ordinato e la buona ingegnerizzazione la rendono tutto sommato abbastanza accessibile.
Osservare la sporcizia che ricopre la scheda, che appare di colore grigiastro invece che marrone vivo. E' indispensabile un lavaggio con lo sgrassatore, seguito da asciugatura e rimozione di eventuali residui di sporco con cotton fiock.


Akai GX747. L'estrazione del motore, necessaria per la sostituzione dell'alberino del capstan danneggiato, è stata complicata dalla pessima ingengerizzazione interna che, per colpa della matassa di fili aggrovigliati e parzialmente collegati con la tecnica del wire-wrap, rende praticamente impossibile sollevare del tutto le due schede. Anche la semplice sostituzione di un componente elettronico potrebbe diventare una vera impresa...

Taratura e collaudo finale

Una volta che il registratore è stato riparato, occorre provvedere ad effettuare le varie regolazioni della meccanica e dell'elettronica in modo da metterlo in condizioni di dare il meglio di sè. Solitamente se non avete dovuto sostituire i trimmer la macchina avrà mantenuto più o meno le regolazioni di fabbrica (a meno che qualcuno prima di voi non ci abbia messo le mani...) e quindi avrete già un punto da cui partire.

Il manuale di servizio è semplicemente indispensabile, in quanto riporta le procedure corrette ed i valori da misurare con l'apposita strumentazione. Certo si può procedere anche senza manuale di servizio, ma ci vuole molta esperienza... e talvolta non basta neppure quella.

Prima di procedere, pulite con cura tutto quanto con alcool isopropilico e smagnetizzate testine, guide, supporti e in generale qualsiasi cosa sia fatta di ferro, altrimenti rischiate di rovinare i nastri test che dovranno essere usati.

Si inizia dalla messa a punto della meccanica: pressione del pinch roller, coppia dei motori delle bobine (se esiste la possibilità di variarla), freni, percorso del nastro sulle testine, velocità di scorrimento del nastro sono le regolazioni indispensabili e comuni a tutte le macchine; ve ne possono essere altre in base a come è fatta la meccanica ed alla relativa logica di controllo.

Particolarmente importante è la cura da applicare nell'allineamento del percorso del nastro e delle testine; un errata regolazione porta all'impossibilità pratica di procedere correttamente con le regolazioni dell'elettronica e impedisce di ottenere le prestazioni ottimali dalla macchina; anzi spesso impedisce del tutto di ottenere delle prestazioni...

Vista del gruppo testine di un Teac X1000R

Un'osservazione: capita molto spesso di trovare registratori usati con le testine del tutto disallineate. Dato che il fissaggio è fatto in modo tale da rendere sostanzialmente impossibile una variazione spontanea della loro posizione, non resta che concludere che qualcuno si è divertito a "girare le viti", tre per ogni testina, nella vana speranza di "migliorare" il funzionamento dell'apparecchio. Se il registratore proviene da qualche radio privata, fate conto che questa è la regola, o pressappoco.

Completata la messa a punto della meccanica, si procede con l'elettronica, regolando inizialmente - sempre in base alle specifiche riportate sul manuale di servizio - livelli ed equalizzazioni di riproduzione. Se in un registratore consumer questo può essere molto semplice, dato che molti permettono di mettere a punto solo il livello mentre le equalizzazioni sono fisse, in un apparecchio professionale questa può diventare un'operazione molto lunga e delicata, dalla quale dipende poi tutto quello che accadrà in seguito. Si consiglia quindi di usare nastri campione di qualità, strumentazione precisa, e soprattutto di non farsi prendere dalla fretta e operare con la massima precisione, verificando ogni volta che la modifica di un parametro non abbia influenzato anche qualche altra cosa.

Taratura Studer A812, con oscilloscopio, generatore e voltmetro elettronico con scala in dB.

Per quanto riguarda la registrazione, bisogna tenere presente che sarebbe necessaria una regolazione personalizzata per ogni tipo di nastro (volendo essere pignoli, ci potrebbe essere la necessità di piccoli aggiustamenti anche tra lotti diversi di produzione dello stesso nastro, ma non esageriamo...); di conseguenza le possibilità sono due: o si decide di usare uno ed un solo nastro per registrare (ad esempio il classico LPR35 o il professionale SM900) ottimizzando le prestazioni su quello, oppure si opta per una regolazione "media" che va bene pressappoco per tutti i nastri, ma non permette di ottenere il massimo con nessuno.

La decisione è personale, tuttavia consiglio sempre la prima opzione anche perchè di nastri in produzione corrente ce ne sono davvero pochi (si contano sulle dita di una mano... davvero !) e la regolazione media potrebbe servire solo se si possiedono molti nastri vecchi di marche diverse e si vogliono usare per registrare. Sulle macchine professionali poi la taratura "precisa" è quasi un obbligo, altrimenti la maggior parte delle loro potenzialità va sprecata e di fatto diventa inutile averne una. Come guidare una Ferrari a cui mancano tre candele su 8...

Terminata la messa a punto strumentale, si può finalmente collegare la macchina ad un impianto completo con sorgente, amplificazione e casse, e iniziare le prove di registrazione e riproduzione. Spesso in questa fase si può avvertire la necessità di qualche piccola variazione delle tarature (mi raccomando: SOLO in registrazione; il playback una volta centrato sul nastro campione non deve essere più modificato) per adattare il suono complessivo al proprio gusto personale: una piccola esaltazione in gamma bassa o alta non è dannosa, sempre che si tratti di sfumature e soprattutto la macchina NON sia usata in ambito professionale, dove la precisione della risposta in frequenza è essenziale. Infine è buona norma lasciarla in funzione per alcune ore (almeno una decina) ininterrottamente, dato che il cedimento improvviso di qualche altro componente d'epoca è sempre in agguato.

 

Estetica

"anche l'occhio vuole la sua parte", si dice... quindi alla fine della revisione di un registratore è buona norma occuparsi anche dell'aspetto estetico. Se si tratta di un oggetto appartenuto ad un privato, probabilmente sarà in buone condizioni e la pulizia iniziale è sufficiente, al massimo potrebbe esserci qualche fianchetto in legno scheggiato o qualche piccolo graffio magari recuperabile con della comune pasta da carrozziere.

Se la macchina è stata in una radio privata, in uno studio di registrazione, o comunque ha avuto un uso intensivo e frettoloso, allora la situazione potrebbe essere brutta: piccole parti mancanti, graffi, sverniciature, scritte cancellate... in tal caso l'unica possibilità è armarsi di pazienza, procurarsi le vernici adatte (al limite andate da chi fa vernici custom per carrozzieri e fatevi fare il colore giusto...) e riparare i danni per quanto possibile. Manopole e particolari mancanti possono essere recuperati da qualche altro rottame simile, oppure sostituiti con qualcosa di commercio che almeno a vista non sembri troppo fuori posto. Talvolta graffi e segni non possono essere tolti, e di conseguenza si può solo cercare di renderli il meno possibile visibili. Per le parti in legno, potrebbe essere determinante l'aiuto di un falegname.

Il risultato finale può essere veramente notevole, e ripaga abbondantemente della fatica fatta:

Un esemplare di Techincs RS1506 perfettamente restaurato.

Sotto, unità DBX-I Tascam a 2 canali DX-2D.

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