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Antichità

 



Grammofono a tromba "La voce del padrone".  Risalente ai primi anni del 900, è totalmente meccanico. Il disco viene messo in rotazione da un meccanismo a molla che si carica tramite una manovella; una puntina d'acciaio legge il solco e mette in vibrazione una lamella metallica; le vibrazioni vengono poi amplificate dalla tromba che produce un suono insospettabilmente potente.


Registratore a filo d'acciaio, risalente alla fine degli anni 40-inizio 50, prodotto dalla Geloso. La registrazione veniva fatta su un filo di acciaio che faceva le veci del nastro magnetico; la qualità era decisamente modesta. Molto interessante la parte meccanica, il gruppo testine si muove in senso verticale per avvolgere il filo in maniera regolare sui rocchetti.



Radioricevitore a galena TELEFUNKEN, approssimativamente del 1925. Completo di cuffia e detector a cristallo.

 
Altoparlante elettrodinamico SAFAR RADIO mod. Grande Concerto, costruito intorno al 1925. Poteva essere collegato direttamente sulla placca di una valvola di potenza, poichè è ad alta impedenza e utilizza la componente continua della corrente anodica per generare il campo magnetico permanente necessario al suo funzionamento.
Accanto, registratore EICOR americano di fine anni 50.
 
Microfono dinamico Geloso per radio trasmissione o sistemi di diffusione sonora, anni 50-60.


Registratore Geloso G268 hi-fi. Un modello di alta qualità, commercializzato negli anni 60. Tre velocità (2.38, 4.75 e 9.5 cm/s) e bobine da 13 cm lo rendevano adatto a tutti gli usi, dalla registrazione di parlato a lunga durata fino alla musica di buona qualità, ovviamente per gli standard dell'epoca. Esemplare in ottimo stato e funzionante. 

Radioricevitore portatile a valvole AKKORD RADIO di fabbricazione tedesca, risalente ai primissimi anni 50. L'apparecchio riceve le gamme d'onda OL-OM-OC, poteva essere alimentato a pile o a corrente di rete e monta 4 valvole della serie europea "D" a riscaldamento diretto, appositamente costruite per l'uso in radioricevitori portatili. La sua sensibilità è sorprendente, migliore di molti ricevitori successivi a transistor. Alla sera si possono ascoltare decine e decine di stazioni (soprattutto estere) in tutte le gamme d'onda.

 



Riproduttore di cassette TEFIFON del 1950. Le cassette contentevano un nastro di materiale plastico con registrati 50 solchi fonografici paralleli, nei quali era inciso il programma musicale. La lettura avveniva tramite una testina piezoelettrica.


Gruppo di vario materiale d'epoca: tre radio a galena, cuffia, valvole, un microfono Geloso.

   


Piccolo registratore portatile a transistor, presumibilmente di fine anni 60-inizio 70, con bobine da 5 cm di diametro. E' marcato National (Panasonic) e incredibilmente funziona ancora dopo tanti anni, senza alcun bisogno di riparazioni. E' dotato di microfono integrato, ed è adatto solo alla registrazione della voce.



Antica valvola "Arcturus" con il tipico bulbo di colore azzurro. 1920 circa, completa di zoccolo originale.

   


Apparecchio acustico valvolare completo di custodia, portabatterie e auricolare. Utilizza valvole sub-miniatura tutto vetro, ed era alimentato da una batteria da 1.5V per l'accensione dei filamenti più una da 22.5V per l'anodica.



Piccolo oscilloscopio Chinaglia da 3 pollici, probabile anni 50-60. Pur non avendo subito alcun intervento di restauro, è ancora funzionante. La manopola in basso a sinistra non è originale.

   

Radioricevitore OM portatile a transistor degli anni 60, marca GBC. L'oggetto è molto piccolo, per l'epoca un vero gioiello di miniaturizzazione, e con tutta probabilità era anche decisamente costoso. Notare la custodia in pelle con ceriniera lampo di chiusura.



Questo è un alternatore a manovella utilizzato nei primi telefoni per generare il segnale di chiamata verso il centralino. L'utente girava la manovella e il generatore inviava sulla linea una corrente alternata che faceva suonare un campanello, la centralinista si metteva in comunicazione con l'utente e lo collegava col il numero richiesto. La parola "collegamento" va intesa in senso letterale, in quanto gli operatori dei centralini connettevano fisicamente tra loro con un cavo le linee dei due utenti.

   

Bellissimo telegrafo di inizio XX secolo, con tasto, trasformatore di alimentazione e galvanometro collegati in modo da renderlo operativo.


Particolare del meccanismo del telegrafo.

   


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