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TEFIFON

Nel corso degli anni, numerose aziende hanno tentato di proporre sul mercato i più svariati sistemi di riproduzione sonora. La quasi totalità di essi si è basata sempre su uno dei due principi fondamentali: la registrazione magnetica e la registrazione meccanica, di cui il principale esponente è il disco fonografico. 

Ma all'inizio degli anni 50 una piccola azienda tedesca ebbe un'idea a dir poco stravagante: qualcuno dotato sicuramente di una buona fantasia pensò di "srotolare" il solco di un disco e distenderlo lungo una striscia di materiale plastico flessibile, avvolta ad anello chiuso all'interno di una specie di cartuccia da caricare in un apposito lettore. E dato che il nastro di plastica era alto un paio di centimetri e il solco del disco molto stretto, pensò anche che su uno stesso "nastro" si potevano distendere più dischi in parallelo. Era nato un incredibile ordigno che venne chiamato TEFIFON, e che rimase sul mercato germanico per almeno una ventina di anni fino a che, definitivamente superato dalle nuove tecnologie, venne del tutto abbandonato e passò negli interessi dei collezionisti di antiquariato tecnologico.

Quello che vedete qui sopra è il mio lettore Tefifon, recuperato su ebay.de per poche decine di euro insieme a una decina di cassette. Si tratta di un modello privo di amplificatore, pensato per essere collegato all'ingresso "FONO" di un apparecchio radio. Esistevano anche altri modelli più sofisticati, da casa, con valigetta portatile e amplificazione, con radioricevitore incorporato, e persino una versione transistorizzata.

La cartuccia contenente il nastro viene appoggiata nell'apposito alloggiamento, poi il nastro va estratto con le dita ( ! ) e fatto passare intorno al rullo gommato che viene messo in rotazione da un motore sottostante. Sotto il carter a destra si trova la puntina di lettura, simile ad una normale puntina fonografica con testina piezoelettrica, montata su un meccanismo di discreta precisione che le permette di spostarsi in alto o in basso sulla traccia selezionata. Un nastro durava circa 5 minuti e poteva avere fino a 50 tracce parallele, per un totale di 4 ore di riproduzione con qualità simile a quella di un disco dell'epoca. Le varie tracce venivano selezionate con un telecomando a filo collegato ad un connettore posteriore, oppure girando la manopola a rotella visibile sotto la scala.

Il disegno mostra la struttura interna di una cassetta, con il nastro avvolto a spirale e a ciclo continuo. L'idea ha presumibilmente ispirato le cassette Stereo-8 nel decennio successivo, con un maggior successo a livello mondiale.

 

Ovviamente oggi un simile oggetto ha solo valore collezionistico, la sua qualità di riproduzione è veramente infima se rapportata a prodotti successivi. Un bel pezzo da museo, in sostanza, e anche un'interessante testimonianza dell'inventiva del passato.

 

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