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Giradischi SONY PS-X600-PSX-555ES BioTracer

(aggiornato giugno 2018)

Devo confessarlo: fino ad oggi nel mio impianto principale il giradischi non c'era. Certo, avevo il Pioneer PL-L1000 restaurato, ma a causa delle dimensioni ero stato costretto a sistemarlo nell'impianto-collezione, dove un po' di spazio disponibile ancora c'era. Certo un giradischi di quel livello avrebbe meritato molto di più di un po' di spazio ricavato in un sottotetto, ma niente da fare: il mobile del salotto non permetteva di collocarlo, e posizionare un mobiletto adatto avrebbe creato irrisolvibili problemi di WAF. Quindi niente giradischi nell'impianto buono.

Tempo fa, però, un amico "da rete" mi disse di avere un giradischi Sony guasto: ne aveva altri e questo proprio non aveva voglia di farlo riparare, quindi se mi interessava potevo andare a prenderlo. Si trattava nientemeno che di un modello con braccio BioTracer (tra poco le spiegazioni !), quindi non me lo feci dire due volte: saltai in macchina e dopo un paio di centinaia di Km il bel giradischi era tra le mie mani.

 Per quanto apparentemente sembri il solito "giocattolo di plastica" giapponese che in passato infestava quasi tutti gli impianti coordinati di medio livello, non lo è per niente: pesa quasi 9Kg, ha un robusto motore a trazione diretta servocontrollato a quarzo e - cosa ben più importante - è dotato di braccio BioTracer.

Probabilmente pochi sapranno di cosa si tratta. Il braccio BioTracer, esclusivo della Sony, è un braccio munito di sensori di posizione, accelerazione e velocità e di due motori, funzionanti con lo stesso principio degli strumenti di misura ad equipaggio mobile, comandati da un microcomputer che in base ai segnali dei sensori gestisce il movimento del braccio secondo i due gradi di libertà.

La cosa interessante è che - a differenza di quanto accade nei normali giradischi automatici - il sistema di controllo non si occupa solamente di posizionare il braccio all'inizio del disco o di spostarlo durante la ricerca manuale di un punto da cui iniziare la lettura, ma agisce continuamente durante la lettura del disco gestendo in maniera ottimale l'inseguimento del solco, l'antiskating e persino il peso di lettura. Un sistema di servocontrollo simile a quello dei giradischi tangenziali, ma ancora più sofisticato dato che oltre al movimento sul piano orizzontale gestisce anche movimenti e forze secondo l'asse verticale.

Sony PS-X 600: base del braccio. Si vedono oltre ai fili della testina anche i numerosi fili dei sensori che vanno alla schedina sulla sinistra, e il magnete (nero) del motore che si occupa dello spostamento intorno all'asse verticale.

Sony PS-X 600: elettronica di controllo con microprocessore

 Il risultato finale è un giradischi molto semplice da mettere a punto, stabile, preciso nella lettura e assolutamente "gentile" nella lettura del disco e nella cura della puntina.

Arrivato a casa, il giradischi salì presto sul tavolo operatorio. Il guasto era evidente: il motore principale era privo di forza, il piatto raggiungeva molto lentamente la velocità di rotazione corretta e al minimo attrito (a volte bastava anche quello della puntina sul solco) tendeva a rallentare fino a fermarsi.

Il motore è un classico "Direct Drive" a tre fasi, controllato da un IC dedicato che genera le alimentazioni e aggancia la rotazione alla frequenza di un oscillatore a quarzo servendosi di un sensore tachimetrico costituito da una testina, simile a quella di un registratore, che legge una banda magnetizzata all'interno del bordo del piatto.

Sony PS-X 600: sensore tachimetrico per il controllo della velocità di rotazione del piatto.

Non fu difficile capire di cosa si trattava: una delle tre fasi del motore brushless non riceveva alimentazione, per colpa di una resistenza interrotta. Una volta sostituita, il motore ripartì con tutta la sua forza e il Sony tornò a funzionare come doveva. Veriticato che il sistema di controllo del braccio funzionasse correttamente, mi occupai della sostituzione di una manciata di condensatori, chiusi tutto quanto e - ahimè - lo misi in un angolo della collezione in attesa di trovargli una collocazione più degna.

Passa un mese, passa un altro mese, la collezione di vinili aumenta di dimensione e giunge la voglia di ascoltarli anche in salotto. Così prendo la decisione: via la piastra Elcaset, molto bella ma sostanzialmente inutilizzata se non a scopo dimostrativo, e al suo posto andrà il PS-X 600.

Fatto lo spazio necessario, mi rendo conto che il cavetto di segnale è troppo corto. Prolunga o sostituzione ? Le condizioni del cavetto sono pessime, uno dei connettori RCA - di plastica e di scarsa qualità - si sta rompendo, opto per la sostituzione con un buon cavo schermato + terra del tipo usato per gli impianti di autoradio e due connettori RCA dorati: 7 euro di materiale in tutto, e un'ora di lavoro.

Un buon giradischi necessita ovviamente di una testina di lettura adeguata; decido per una Ortofon 2M Bronze che in molti consigliano per il buon rapporto qualità/prezzo e per la facilità di interfacciamento. Detto fatto, un giretto in rete mi permette di trovarla a un buon prezzo, arriva in una bella confezione con tanto di viti per il montaggio, cacciavitino, spazzolina e persino una piccola bilancia per la regolazione del peso di lettura.

Testina Ortofon 2M Bronze con gli accessori originali e montata sul braccio

Montarla non è difficile, per la messa a punto viene in aiuto un documento trovato in rete che spiega come regolare correttamente la posizione della testina servendosi di una dima.

Sony PSX-600: dima per il posizionamento della testina

Lavoro terminato, il giradischi va nella sua nuova sede come si vede nella foto iniziale. Lo spazio in altezza è limitato, comunque il coperchio si apre e si riesce a mettere il disco abbastanza agevolmente. Gli automatismi poi posizionano il braccio all'inzio del solco e avviano la riproduzione con la sola pressione del tasto verde, evitando di dover fare strane e pericolose manovre manuali nel poco spazio disponibile.

Il nuovo arrivato ha iniziato la sua carriera riproducendo un disco di colonne sonore di Ennio Morricone suonate da un noto violoncellista cinese. L'ascolto è eccellente, e il posizionamento del giradischi su un robusto piano di legno a 40 cm da terra e in posizione arretrata rispetto ai diffusori sembra aver evitato l'effetto feedback, anche a volumi decisamente elevati.

Prossimo ascolto, appena ho un'ora di tempo. "Live at Pompei" di David Gilmour,cofanetto di 4 dischi da 180gr, appena arrivato...

 

Aggiornamento giugno 2018: Tangenziale PSX-555ES

Sony PSX-555ES

Piccolo colpo di fortuna: con una spesa moderata ho trovato un Sony PSX-555ES, altro giradischi Sony della famiglia BioTracer ma con braccio tangenziale. Più sottile del PSX-600 e leggermente meno pesante, è dotato di un display a LED frontale che indica il peso di lettura impostato tramite la classica manopolina.

 

Sony PSX-555ES acceso, il display verde indica il peso di lettura in decimi d grammo (foto poco nitida in quanto fatta senza flash)

Il braccio tangenziale, come nel modello tradizionale a braccio imperniato, è dotato di sensori di posizione e accelerazione verticale e orizzontale e di due servomotori che seguono il solco anche nel caso il disco presenti forti ondulazioni mantenendo costanti forza di tracciamento laterale e peso di lettura. Il risultato è una riproduzione precisa e priva di distorsione anche nell'ultimo brano del disco, solitamente molto difficile da riprodurre in modo corretto.

PSX-55ES: braccio tangenziale con Ortofon 2m bronze

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