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Stereo8 Akai CR81D

A metà degli anni 60 nasce il sistema Stereo8. Si trattava di una cassetta contenente un nastro continuo avvolto su due bobine sovrapposte, abbastanza lungo da scorrere alla velocità di 9.5 cm/s per circa 15 minuti prima di "ricominciare il giro". Sul nastro erano registrate 8 tracce, usate a coppie per implementare quattro programmi stereofonici distinti letti da una testina mobile che veniva meccanicamente posizionata sulla traccia desiderata.

Cassetta Stereo8 aperta

Le cassette vennero immesse sul mercato dall'industria discografica americana, principlamente per l'uso in auto, e i primi lettori vennero offerti come optional su un modello Ford. La Voxson portò in Italia lo Stereo8 alla fine degli anni 60, e ben presto nei negozi e negli autogrill iniziarono ad apparire anche queste grosse cassette preincise. In seguito alcuni costruttori giapponesi produssero anche macchine da utilizzare in casa, dotate di amplificazione interna oppure da collegare ad un impianto stereo preesistente, che potevano anche registrare.

La diffuisone dei registratori fu molto limitata, soprattutto per la scarsa praticità di uso, la ridotta autonomia della traccia che non permetteva di registrare più di 3-4 brani musicali di seguito, e per la necessità di dover "comporre" le registrazioni con una durata complessiva il più possibile vicina alla durata della traccia per evitare lunghi silenzi prima del passaggio al programma successivo: tutti fattori che rendevano difficoltosa anche la semplice registrazione di un comune LP.

Alla fine degli anni 70 il successo delle cassette Stereo8 iniziò a scemare, a causa della diffusione delle più pratiche ed economiche cassette Philips, e ben presto questo particolare sistema scomparve dal mercato.

 

Questo lettore-registratore trovato al prezzo di una pizza su ebay risale ai primi anni 70 e deve essere collegato ad un impianto stereo come una qualsiasi altra piastra a cassette. A differenza dei semplici lettori, che hanno solo il tasto di cambio traccia e al massimo un controllo di volume se amplificati, qui abbiamo una coppia di piccoli vu-meter e i controlli di livello di registrazione. La selezione delle tracce avviene ciclicamente tramite la pressione di un solo pulsante, mentre una serie di lampadine numerate indica la traccia attiva.

L'apparecchio è molto pesante, circa 8K, veramente notevole considerando le piccole dimensioni. Internamente è tutto in metallo, con un robusto telaio che sorregge la meccanica e un grosso motore sincrono che si occupa del trasporto del nastro. Il motore è accoppiato al volano tramite una cinghia ancora in ottimo stato.

Una brutta sorpresa: la puleggia del motore è fatta in Zamac, lega metallica a base di alluminio e zinco che col tempo - soprattutto se la fusione non è avvenuta in modo perfetto - tende a creparsi fino ad andare in briciole da sola. In queste condizioni l'apparecchio non può funzionare, fortunatamente un tornitore mi ha ricostruito il pezzo in alluminio (indistruttibile) recuperando le misure da quello danneggiato.

La puleggia in Zamac rovinata

Vista da sotto con il grosso motore in AC e la scheda elettronica di rec-play a destra

Manca la domanda finale: come suona uno stereo8 ? La risposta è semplice: decisamente maluccio. Il sistema in sè, a causa delle ridotte dimensioni delle tracce e del posizionamento della testina sul nastro, affidato alla sola precisione del supporto meccanico senza l'ausilio di nessuna guida fissa, non può dare prestazioni degne di un impianto hi-fi. L'elettronica risale alla prima metà degli anni 70, è semplice e basilare, quasi primitiva. Le registrazioni commerciali erano duplicate ad alta velocità e con macchine non sempre perfettamente tarate e allineate. L'insieme di questi fattori porta come risultato un suono adeguato all'ascolto in auto (sempre riferito a quell'epoca), ma superato senza difficoltà da molti altri mezzi di riproduzione: tanto per fare un esempio, tra la qualità della cassetta Stereo8 e quella del vinile corrispondente c'è un abisso.

Non ho potuto provarlo in registrazione perchè non dispongo di una cassetta registrabile e non voglio distruggere le poche cassette originali che ho, ma prima o poi una capiterà tra le mani per fare la prova.

In conclusione, un apparecchio storico e bello da collezionare e far girare ogni tanto per divertimento, magari per ascoltare qualche registrazione d'epoca, e nulla di più.

 

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